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"L’album non si limita ad esplorare l’abisso, ne cattura i riflessi dorati che bucano le sue oscurità, trasformando il tormento in una materia lucente e preziosa. [...] Il risultato è un lavoro profondamente evocativo, un disco che non si ascolta semplicemente ma si attraversa come un rito di passaggio verso la bellezza." -Ver Sacrum


"I Bebaloncar chiudono il terzo atto della trilogia confermando un flusso di scrittura di notevole spessore e un amalgama ottimamente consolidato tra i membri dell’ensemble." -InYourEyesEzine


"Love To Death tesse trame ipnotiche di oscura psichedelia riflessa nella pioggia di Glasgow dei mid-eighties. Opera definitiva." - Tribal Cabaret n°12


"La dimostrazione di come non serva null’altro oltre allo stile. Linee dritte, testo ripetuto, quei suoni perfettamente crepuscolari ed intriganti, impossibile resistergli." -Sodapop Webzine


"Un vero e proprio salto in avanti verso una qualità di canzoni strutturalmente ineccepibili [...] Una scelta di classe a cesellare un disco fra i più belli usciti in Italia quest’anno." -Free Zone Magazine


"I Bebaloncar oggi seguono la loro strada,  incuranti della direzione intrapresa da un underground al quale appartengono sempre più marginalmente. Love to Death completa il percorso di avvicinamento a una new wave senza tempo, antica nella forma, eterna nella sostanza." -Gimme Danger


"Difficile, quasi impossibile, enucleare un paio di composizioni fra le dieci che compongono l'opera: tanto è coeso e monolitico lo sforzo introspettivo, tanto serrato il flusso emotivo." -Buscadero n°493


"La proposta dei Bebaloncar è sempre più autonoma, sempre più intima e personale, sempre più identitaria.

Un suono sempre più voluttuoso, che come la morte e l’amore, seduce.

Come gli spettri atterrisce e allo stesso tempo attrae."

-Reverendo Lys


"Scanna e soci prendono per mano per condurci in territori in cui si fa sempre più sottile la linea di demarcazione tra shoegaze e moderna psichedelia. E quindi episodi avvolgenti, a tratti ipnotici, a volte più inquieti, a tratti dilatati, su cui si stagliano due meravigliose ballate." 8 -BlowUp n°330


"Il lavoro testimonia la crescita della band la loro maturità compositiva e una consapevolezza del progetto musicale finora mai toccata."  -Rockerilla n°543



"Un album intrigante e ben fatto che si accosta in diverse occasioni al movimento neo folk, che si discosta dalle banalità della musica moderna, che prende dal passato, ma con uno sguardo proiettato al futuro." 

-Extra Music Magazine



"Terzo capitolo discografico per la band bolognese, che ha saputo, nel tempo, costruire un'immaginario personale, misterioso e intrigante [...] il marchio di fabbrica rimane immutato nella sua splendida originalità." 

-Il Manifesto



"I Bebaloncar segnano il presente indelebilmente. Con dischi dall'alto peso specifico come Love to Death giocano a un tavolo al quale, forse, sono seduti soltanto loro.

Amen, si vedrà. Per ora, non ci piove, piazzano uno dei dischi dell'anno." 85/100

-Rumore n°406


"Il trio bolognese ha già marchiato a fuoco la scena underground italiana con due album di grande valore che hanno coraggiosamente mischiato elementi poco utilizzati ai nostri giorni. [...] Di nuovo un disco di grande spessore, originalità, personalità. Imperdibile."  - Antonio Bacciocchi, RadioCoop


“Non è facile suonare seduti, senza batteria e coinvolgere il pubblico ma i Bebaloncar ci sono riusciti pienamente.”

- Tribal Cabaret n°10


“I Bebaloncar si confermano unici con una proposta che, evocando onirici scenari, si dilata inedita e seducente come un morbido velluto sulla pelle. 

Le cose non saranno più le stesse con i Bebaloncar.”

- Giuseppe Colucci, Tribal Cabaret n°10


“[...] avvolge l’ascoltatore in una ragnatela drone ossessiva e sensuale. Assolutamente da ascoltare e vedere dal vivo.”

- Buscadero n°475


“Creatura ambrata che sfodera arti di seduzione sul fronte di una grafia psych rock dai contorni smarriti e sinuosi. [...] Conturbante malia.”

- Rockerilla n°523


“Un lavoro ammaliante, che srotola atmosfere sempre in bilico tra visioni folk/psichedeliche e rasoiate soniche. [...] Un disco da prendere in considerazione per tutti coloro che sanno, o vogliono, provare a spingersi oltre i soliti confini.”

-FreeZone Magazine


“Suoni dilatati, chitarre sovrapposte e voci criptiche, psichedelia e shoegaze sono un punto di partenza ma l’epilogo è tutt’altro che scontato. [...] Un gioco di nebbie, piccoli tormenti e chitarre che partono per la tangente. [...] Nel suo andare alla deriva, un disco bellissimo.” 88/100

- Rumore n°386


“Un’esperienza trascendentale.” 7.5

- RockHard febbraio 2024


“Un disco che ti guida su un'asse immaginario che collega la Berlino annerita dei Crime & City Solution alla Londra optical dei Sun Dial. Ti avvolge nelle trame folk dei Death In June più ispirati per poi affogarti nella psichedelia criminosa di Rowland S. Howard.”

- Giuseppe Colucci, Tribal Cabaret n°9


“Minimalismo sonoro, atmosfere drammatiche, solenni, oscure e malate [...] e umori shoegaze si mischiano in una miscela personale e originale, lungo dieci brani.

Una conferma.

- Antonio Bacciocchi


“Moderna psichedelia dark che non mancherà di affascinare chi saprà dedicarle tempo e attenzione.” 7.8

- Blow Up n°310 

"Un disco molto ispirato,cupo, umbratile, dal fascino misterioso e sinistro.

Un gioiello che brilla di personalità." 80/100

- Classic Rock n°113


"Suicide Lovers è un album intenso, quasi doloroso. È il disco maturo di un musicista non  avvezzo ai compromessi, e non lascia indifferente." 80/100

- Rumore n°363


"I Bebaloncar ci prendono per mano per condurci in un lungo viaggio alla scoperta delle meraviglie o degli incubi che solo una mente immaginifica può partorire." 8

- Blow Up n°288


"Il disco più emozionante del 2022."

- Moreno Patuzzo


"Un disco oscuro, intimo, triste."

- Rockerilla n°500


"Un disco di grande fascino."

- Franco Di Mauro


"Un gioiello che riflette luci opache che conquistano al primo ascolto."

- Antonio Bacciocchi


"Un disco davvero sorprendente."

- FardRock 

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